FUORI GLI ANTIABORTISTI DAI CONSULTORI!

NESSUN FINANZIAMENTO PUBBLICO ALLE ASSOCIAZIONI ANTIABORTISTE!

BASTA COLPEVOLIZZARE LE DONNE!

Un emendamento presentato dal Governo Meloni al decreto PNRR stabilisce che le Regioni possano utilizzare i fondi del PNRR dedicati alla salute per l’organizzazione dei servizi dei consultori anche con il coinvolgimento di ”soggetti del Terzo settore che abbiano una qualificata esperienza nel sostegno alla maternità”.

L’obiettivo reale dell’emendamento è l’introduzione di associazioni antiabortiste nei consultori pubblici che, con il pretesto di sostenere la maternità delle donne che sarebbero costrette ad abortire per difficoltà economiche, in realtà mirano a mettere in discussione la libertà di scelta, l’autodeterminazione delle donne.

Non è purtroppo il primo né il solo tentativo di far entrare gli antiabortisti nei consultori!

In Piemonte ci provò anche la Giunta Regionale di destra con Cota presidente, nel 2010.

La Casa delle Donne di Torino allora impugnò davanti al TAR Piemonte la deliberazione della Giunta Regionale che prevedeva l’introduzione esclusivamente di associazioni cosiddette “pro-vita” nei consultori familiari pubblici e lo bloccò.

I tentativi di sgretolare la legge 194 con la messa in discussione della possibilità di abortire, sono continuati negli anni attraverso l’obiezione di coscienza generalizzata del personale sanitario, che ha reso oggi l’interruzione di gravidanza sempre più difficoltosa e non sufficientemente assistita, e una progressiva riduzione e impoverimento dei servizi erogati dai consultori pubblici fino ad assumere forme sempre più subdole.

Nel 2022, su proposta dell’assessore Marrone di Fratelli d’Italia, la Regione ha deliberato il “Fondo vita nascente”: 460 mila euro di fondi pubblici da assegnare a progetti di associazioni antiabortiste che individuino donne che rinunciano ad abortire. Sia per il 2023 sia per il 2024 il fondo che sostiene associazioni antiabortiste è aumentato a 1 milione di euro. 

E’ dell’ estate del 2023 una convenzione tra la Città della Salute e della Scienza di Torino e la Federazione regionale del Movimento per la Vita/Centro di Aiuto alla Vita di Rivoli per istituire presso l’Ospedale ostetrico-ginecologico Sant’ Anna una “stanza dell’ascolto” per donne che si “sentono costrette a ricorrere all’interruzione di gravidanza per mancanza di aiuti”, da noi contrastata e per fortuna non ancora realizzata.

Questi provvedimenti hanno l’unica finalità di ostacolare la libera scelta delle donne e di diffondere forme inaccettabili di colpevolizzazione.

I veri doveri istituzionali della Regione per prevenire una maternità non voluta sarebbero, per esempio, ampliare le attività e l’accessibilità ai consultori, aumentare il personale, fornire gratuitamente contraccettivi, usare i soldi del Pnrr per permettere ai consultori di fare formazione e prevenzione nelle scuole superiori di tutta la Regione…

Ogni donna ha il diritto esclusivo di decidere se essere o non essere madre senza dover essere costretta a fornire giustificazioni.

Mentre in Francia la libertà di poter abortire entra nella Costituzione e l’Europa richiama l’Italia per l’uso improprio di fondi del PNRR, noi dobbiamo ancora difenderci.

Abbiamo sempre lottato e lotteremo contro tutte le iniziative che mettono in discussione il diritto di poter interrompere una gravidanza.

Ci mobilitiamo e ci mobilieremo insieme alle Case e i Luoghi delle donne in Italia per contrastare tutti gli attacchi ai diritti che abbiamo conquistato.

NON SIAMO DISPOSTE A FARE ALCUN PASSO INDIETRO

                                                                                                          Casa delle Donne di Torino

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