
Abajo el patriarcado , se va a caer, se va a caer /
Arriba el feminismo, que va a vencer, que va a vencer
è lo slogan gridato dalle migliaia di donne che in Argentina hanno riempito le piazze a fine novembre 2020, quando il Parlamento ha approvato la legalizzazione dell’aborto: le loro voci e le loro immagini ci riempiono ancora di commozione.
A questa vittoria ha fatto da contraltare il gravissimo attacco al diritto di autodeterminazione delle donne in Polonia dove invece, una sentenza della Corte Costituzionale oscurantista e misogina ha vietato l’interruzione di gravidanza anche nei casi di patologie fetali gravi e incompatibili con la vita (resta consentito solo nei casi di stupro, incesto o pericolo di vita per la madre, bontà loro!)
Ma anche in Polonia si è dispiegata la forza e la determinazione delle donne polacche che sono scese in piazza. Nel mese di gennaio 2021 le grandi proteste hanno coinvolto anche i movimenti per i diritti civili LGBTQ+ e l’intera società civile. La lotta delle donne è diventata un simbolo di libertà per tutt*. Le piazze e le strade si sono riempite di manifestanti, nonostante la pandemia.
Anche in Italia non mancano mai i tentativi di mettere in discussione l’autodeterminazione delle donne sulla scelta di maternità o su come interrompere la gravidanza.
In Piemonte a settembre 2020 l’assessore Marrone della giunta a guida leghista ha annunciato l’intenzione di vietare la somministrazione del farmaco abortivo RU486 nei consultori e negli ospedali in Day Hospital, come aveva deciso un’ordinanza del Ministero della salute dell’agosto, che aboliva l’obbligo di ricovero, anche a fronte dell’emergenza sanitaria dovuta al covid.
Proprio per questo è nato a Torino il Comitato + di 194 Voci, nel quale confluiscono associazioni femministe, movimenti per i diritti civili LGBTQ+, associazioni antirazziste, antifasciste, di difesa dell’ambiente etc.
Reti femministe e movimenti per i diritti civili si sono attivati e mobilitati allo stesso modo nelle Marche, in Umbria e in Abruzzo, regioni dove i governi di centrodestra hanno ugualmente annunciato una vera e propria offensiva contro la libera scelta delle donne, con proposte di riforme che ostacolano la somministrazione del farmaco RU486 e prevedono l’inserimento di associazioni pro vita dentro i consultori.
Un anno orribile in cui, a causa della pandemia, abbiamo vissuto in isolamento e nell’impossibilità di incontrarci non ci ha però fermate.
La nostra resilienza è stata mantenere relazioni, tessere reti di attenzione e di azione contro tutti gli attacchi all’autodeterminazione.
Nonostante anche il nuovo governo brilli per l’assenza di una adeguata partecipazione delle intelligenze e delle capacità femminili, le reti delle donne sono attive, così come sono vive e continue l’attenzione e l’attività di tutta una società civile femminile e femminista contro la violenza maschile .
In questo 8 marzo sono numerose le iniziative di solidarietà e di sostegno alle donne in Polonia dove, a Varsavia, scenderà in piazza lo Strajk Kobiet ((lo sciopero delle donne).
In contemporanea con molte città europee, le donne italiane scenderanno in almeno due piazze, con flash mob davanti alle rappresentanze diplomatiche polacche: a Roma promosso da alcune parlamentari, a Torino da Se non ora quando?
Le donne, insieme, possono pensare di scoperchiare il mondo per costruirne uno nuovo
I colpi di coda del patriarcato non fermeranno l’affermazione della libertà delle donne