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Chi siamo e cosa facciamo

Il Coordinamento Cittadino delle Donne per l'Autodeterminazione si è costituito nel giugno del 2001 nella Casa delle Donne, in seguito all’allarme avvertito da molte di noi nelle parole del governo di allora in merito a temi come l'autodeterminazione delle donne e la sanità in generale.

Al Coordinamento partecipano donne singole e associazioni femminili, operatrici e dirigenti del settore sanità, amministratrici pubbliche, consigliere comunali, provinciali e regionali, giornaliste…
Mettendo in sinergia le diverse competenze abbiamo prodotto documenti, azioni e richieste precise, soprattutto nei confronti della Regione e del Comune.

Lavorando con la Commissione Pari Opportunità, la IV Commissione e le Consigliere di maggioranza e opposizione del precedente Consiglio Comunale abbiamo fortemente voluto e realizzato l'istituzione dell'Osservatorio Cittadino sulla Salute delle Donne, che abbiamo promosso in prima persona agli Assessori competenti.

In diverse occasioni abbiamo manifestato pubblicamente le nostre opinioni attraverso conferenze stampa e più volte abbiamo partecipato ad iniziative pubbliche legate ai temi della salute e dell'assistenza, quali ad esempio Forum 32, Torino social forum, campagna referendaria per l’abrogazione della Legge 40 e altre ancora.

Rispetto alla precedente giunta regionale di centro-destra, oltre ad indire manifestazioni per la modifica della proposta di legge regionale sull'assistenza, abbiamo preso posizione contro le proposte di Piano socio-sanitario, portando le nostre critiche anche nelle audizioni allora effettuate dal Consiglio Regionale.

Alla fine del 2005 abbiamo promosso, presso l'Istituto Avogadro, le assemblee cittadine per la preparazione della manifestazione nazionale del 14 gennaio 2006 a Milano in difesa della legge 194 e dei consultori pubblici e il Coordinamento si è fatto carico dell'organizzazione pratica della partecipazione di tantissime donne torinesi.

Attualmente siamo sempre parte attiva e propositiva nell'Osservatorio Cittadino sulla Salute delle Donne. Siamo particolarmente fiere di questa nostra maternità, perché questo nuovo organismo della nostra città rappresenta una novità in campo nazionale, al punto che altri comuni hanno richiesto materiali informativi o relazioni conoscitive, nell'ipotesi di dar vita a strutture analoghe.

Durante le trattative per la sua istituzione abbiamo ottenuto che l'Osservatorio fosse strutturato in modo da essere lo strumento capace di promuovere azioni per le donne, per la difesa della loro salute e, soprattutto, del loro ben-essere: proprio partendo da questo presupposto, l'Osservatorio si propone, in senso più ampio, come strumento per la tutela di tutti, secondo il presupposto ormai noto che una miglior condizione di vita delle donne corrisponde ad un miglioramento delle condizioni di vita di tutta la popolazione.

Per la prima volta siedono attorno ad un tavolo, in una situazione di assoluta parità, rappresentanti di quella che viene abitualmente definita la società civile, che corrisponde, nel nostro caso, alla presenza in contemporanea di: quattro associazioni di donne, sindacati, Regione, strutture tecniche deputate alla difesa della salute delle donne (vale a dire le A.S.L. cittadine, alle quali afferiscono i consultori, e l’Azienda Ospedaliera O.I.R.M. Sant’Anna) e gli Assessori comunali competenti.

In merito all'attività fin qui svolta nell'Osservatorio da parte del Coordinamento, ci preme porre in rilevo come tanto la ricerca sui consultori pubblici nella nostra città (svolta dal C.I.R.S.De dell'Università di Torino) quanto il convegno sui risultati di tale ricerca, siano scaturiti da nostre proposte.

Nel 2006 inoltre, facendo tesoro dell'esperienza accumulata grazie all'attività svolta nell'Osservatorio Cittadino sulla Salute delle Donne, abbiamo intrapreso una collaborazione con l'Assessorato alla Sanità, richiedendo che venisse attuata una stesura del Piano Socio-Sanitario Regionale rispettosa delle differenze di genere, relativamente sia alla programmazione sanitaria e sia alla raccolta e allo studio dei dati sullo stato di salute della popolazione.

In occasione di vari incontri, oltre che durante le specifiche consultazioni tenute dalla IV Commissione Regionale, abbiamo presentato le nostre osservazioni e i nostri contributi, elaborati insieme alle tante donne con cui siamo in contatto.

Oggi, come sempre, siamo attive contro tutti i tentativi – da qualsiasi parte provengano - di mettere in discussione l'autodeterminazione delle donne, così faticosamente conquistata, per salvaguardare la libertà di scelta su ogni aspetto delle nostre vite.