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Documenti di 30 anni di Casa

A PROPOSITO DEI FATTI DI COLONIA

15 gennaio 2016

A tutte le nostre amiche e ai luoghi delle donne di Torino e Piemonte
Pensando di interpretare una esigenza condivisa stiamo lavorando per preparare anche a Torino un incontro per riflettere fra donne native e migranti sui bruttissimi fatti di Colonia e sul coro maschile che si è scatenato e che riteniamo sia, in gran parte, molto pericoloso per le donne di tutto il mondo. E non solo pericoloso per le donne.
Anche in altre città si stanno organizzando appuntamenti. Alla Casa Internazionale delle donne di Roma e alla Casa delle donne di Milano, si sono già svolti incontri molto affollati.
Nel frattempo segnaliamo due siti che hanno cominciato a raccogliere gli articoli scritti da donne: come potrete osservare sono decisamente “fuori dal coro”  http://www.ingenere.it/news/una-rassegna-sui-fatti-di-colonia e http://www.universitadelledonne.it/ 
Non appena avremo fissato la data e il luogo ve li comunicheremo.
Casa delle donne di Torino

Nell’attesa del nostro incontro,  segnaliamo i primi commenti, gli spunti, le domande, i link che abbiamo ricevuto.

15/1/2016

Da: Concorso letterario nazionale Lingua Madre

Riguardo il tema in oggetto, vi segnaliamo l’interessante intervista ad Aida Ribero della giornalista e blogger Francesca Bolino uscita il 12 gennaio su La Repubblica, la trovate a questo link.

 (continua...)

16/1/2016

Da Laura Cima

Grazie carissime, purtroppo non potro esserci al primo incontro, come già sapete, ma mi sembra fondamentale, giro x conoscenza anche a Genova, a Padova, a Bologna, a Palermo e ad altre amiche e al laboratorio. Vi inviero anche qualche pensiero. Buon lavoro 
Laura

Da Valeria Sangiorgi

Il nostro Centrodonna 6^ Circoscrizione ha fissato il prossimo mercoledì 20 gennaio un incontro per parlare di questo tema.
Girerò la vostra mail. I nostri incontri si svolgono di mercoledì pomeriggio dalle 15 alle 18.
La domanda che mi sono posta  è "Qual'è il divario tra il pericolo reale e la paura percepita"

Da Germana Buffetti 

Grazie care amiche per questa iniziativa che ritengo doverosa .Confesso che la aspettavo e mi preoccupa la scarsa reazione delle persone intorno a me. Se non parlano le femministe non ne parla nessuno in modo corretto e utile. Questo è il mio pensiero e del resto le due  manifestazioni di Colonia dopo i fatti hanno ben chiarito la drammatica situazione in atto e gli sviluppi futuri.
E’ davvero urgente confrontarsi.

Da Terry Silvestrini

Care donne ho pensato di mandarvi un post che ho messo su fb, non sono grandi riflessioni, ma mi piacerebbe sapere che cosa ne pensate.
Organizzare un dibattito è importante e vi ringrazio della vostra iniziativa.
A presto Terry 

Sui fatti di Colonia vorrei dire questo: le molestie in luogo pubblico, cioè essere apostrofate in modo volgare/confidenziale e palpeggiate (specie sui mezzi pubblici), talvolta anche essere costrette ad assistere a "esibizioni", fino ai tentativi di aggressione fisica, sono la realtà quotidiana delle ragazzine e delle donne da circa 13 a 50 anni e anche oltre, in ogni città italiana. Ogni ragazza/donna sa che, se va in giro da sola, in qualunque momento qualunque maschio la può "molestare". Pertanto per le donne andare in giro da sole vuol dire essere sempre guardinghe, se non avere paura. Alcune hanno buone strategie di difesa, altre meno (la sera alcune entrano nel portone con le chiavi nel pugno, per ogni eventualità). Ne ho parlato spesso con le mie allieve, spiazzate e in difficoltà a causa di un fenomeno che nessuno ha finora tematizzato o denunciato (e che accade già la mattina, andando a scuola). Ho detto loro che questa è la "prova" che nella mentalità maschile una donna sola non è di nessuno, e dune può essere "appropriata" da chiunque. Ho detto loro che questa è una manifestazione del patriarcato. Abbiamo parlato di come difenderci, individualmente. La differenza è che a Colonia erano "un branco". Ma a mio modo di vedere la radice culturale è la stessa: le donne sole in luogo pubblico sono senza proprietario e possono essere appropriate da qualunque maschio. 
Vogliamo parlarne?

Da Maria Grazia Pellerino

Mi piacerebbe organizzare un dibattito pubblico anche con le/gli insegnanti per confrontarci su come affrontare davvero a scuola il tema della violenza contro le donne e il mancato rispetto della libertà femminile. A mio avviso spesso manca nelle/gli adulti la consapevolezza della necessità della libertà femminile e dunque l'insegnante si approccia in modo neutro a temi che trasversalmente ripetono la dominanza maschile o riduce a scontro tra culture? un patriarcato che continua a volersi affermare contro la libertà delle donne.

Da Naila Clerici

Giusto parlare di temi:
- la dimensione sociale e familiare della violenza verso le donne,
- la dimensione politica: chi ha voluto e coordinato i fatti avvenuti a Colonia e in altre città? Sono prevalenti gli interessi tedeschi ed europei o quelli degli islamici estremisti?
Grazie se mi informerete degli incontri.

18/1/2016

Da Monica Lanfranco (Marea Genova)

ciao a tutte, ecco quello che ho scritto quasi subito,
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/01/07/colonia-donne-uomini-e-priorita/2356066/
insieme ad una voce maschile che ritengo sia importante ascoltare http://www.repubblica.it/esteri/2016/01/10/news/colonia_molestie_capodanno_un_articolo_dello_scrittore_algerino_daoud-130973948/?ref=HREC1-2 

Da Ferdinanda Vigliani

Grazie Monica,
ho letto con interesse il tuo equilibrato pezzo per il Fatto, ma poi sono andata a vedere i commenti ed è qui che mi sono venuti i brividi! Certo che ce n'è in giro di gente spaventosa... Sì, credo che una riflessione sia necessaria, forse non tanto sui fatti di Colonia in sé, su cui le femministe europee si sono già espresse in modo chiarissimo e, con diverse sfumature, pressoché unanime, quanto sulle scomposte reazioni misogine dei vari commentatori.

 24/1/2016

Da Silvia Donadio

Provo a scrivere qualche spunto:
Ho letto molte cose sui fatti di colonia. Tante sono stimolanti e giuste, tranne quelle che vengono dalla destra, che approfitta della situazione per proporre razzismo e aneliti di espulsione.
Al contempo abbiamo timide risposte della sinistra, anche di alcune donne che riportano al discorso "sì, ma non dimentichiamo che la violenza c'è anche qui e soprattutto nelle case". 
Questo e' verissimo, ma non bisogna con questo spostamento minimizzare la gravità dei fatti di Colonia, l'organizzazione di branchi selvaggi in vari punti della città. E' un fatto nuovo, che va ad aggiungersi ad altre espressioni di violenza contro le donne. 
Da quando ho iniziato per lavoro ad occuparmi  di violenza, nel 2003, ho visto diminuire gli episodi di branco e aumentare gli altri tipi di violenza (violenza domestica fino al femminicidio, violenza collegata a uso di alcol e droghe, da discoteca...), tutti attacchi alla libertà irritante delle donne: libertà di volersi separare, libertà del rifiuto, libertà di uscire la sera...
Sono arrivate anche le aggressioni con acido e ora arrivano i branchi organizzati, da parte anche di uomini "ispirati dai valori" dell'Isis, che sottomette, stupra e tortura le donne. 
Ben hanno detto le donne di Colonia, che hanno manifestato con scritte "no sessismo, no razzismo". Non si tratta di razzismo o di bloccare l'ingresso di immigrati islamici. Io mi sento cittadina del mondo e per il fatto di essere nata in Italia non penso di avere più diritto di stare qui rispetto a chi vuole scappare da povertà e guerre. Ma questo non ci deve impedire di far chiarezza su queste nuove forme di violenza con cui confrontarsi e lottare.
La chiarezza dovrebbe nascere di nuovo dal confronto tra donne, che tanto ci ha rafforzato nel passato e di cui si è persa la pratica (prima che ne sia finita la necessità).