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Documenti di 30 anni di Casa

2013 - 25 novembre, No alla violenza contro le donne

In occasione della Giornata Internazionale per l'Eliminazione della Violenza sulle Donne la Casa delle Donne partecipa, insieme ad altre associazioni, all'evento pubblico organizzato dalla Città di Torino  dal titolo: “NON sei SOLA CONTRO chi ti USA VIOLENZA”.
Sabato 23 novembre dalle ore 10.00 alle ore 18.00 saremo quindi presso il "Centro Commerciale Parco Dora" di via Livorno 51 a Torino; durante la giornata la cittadinanza troverà punti informativi, letture, dimostrazioni di difesa personale, performances di attori, mostre, proiezioni di video. Scarica la locandina e consulta l'opuscolo con tutte le iniziative del mese di novembre.

 Ci coinvolge tutt*

In questo periodo, l'elaborazione mediatica dei fatti di cronaca sui casi di violenza sulle donne, così come le misure normative che si intendono mettere in campo, stanno deformando la percezione di quello che è il reale problema. La violenza sulle donne è strutturale e collettiva ma soprattutto non è sempre visibile. 
Desideriamo prendere parola e farlo in chiave femminista. 
Proponiamo una rassegna teatrale che sproni a riflettere per arrivare, il 16 dicembre, a discutere pubblicamente all'Università di Torino sul tema: “La politica sul femminicidio: interventi normativi e narrazione mediatica”.
Collettivo AlterEva

La rassegna:
Mercoledì 27 Novembre Ore 21.30 presso I Murazzi Student Zone:
• “Tutta casa, letto e chiesa” di Franca Rame e Dario Fo

Mercoledì 4 Dicembre Ore 21.30 presso I Murazzi Student Zone:
• “Guerra Maschile. L'eliminazione casalinga delle donne, una scena contemporanea”  di/con Claudio Canal e la partecipazione scenica e tecnica di Silvia Genta

Mercoledì 11 Dicembre Ore 21.30 presso I Murazzi Student Zone:
• “Malamore” di  Almateatro di/con Elena Ruzza e Vesna Scepanovic; pianoforte: Barbara Pungitore
• “Senza Titolo” di Marta Lodola, performance ideata per la Giornata Internazionale contro le violenze sulle donne

Lunedì 16 Dicembre Ore 16.00 presso Palazzo Nuovo:
• “La politica sul femminicidio: interventi normativi e narrazione mediatica” con Luisa Betti, giornalista per il Manifesto e Barbara Spinelli, avvocata, Giuristi Democratici, consulente dell'ONU per I Femminicidi

Lunedì 16 Dicembre Ore 21.30 presso I Murazzi Student Zone:
• “L'origine del male” mise en espace da Roberto Bolano; adattamento di Gianluca Bottoni con Giovanna Asia Savino.

Scarica la locandina (.doc, 171 Kb) 

Contatti:
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
http://altereva.org/?p=872
telefono 349 05 43 739, 380 51 23 544 

Vogliamo costruire percorsi politici paralleli che non rimangano inascoltati. Speriamo raccogliate questo invito e che il 16 dicembre possa essere un primo momento di confronto.

 

Il progetto "Ci coinvolge tutt*" è una campagna contro TUTTE le forme di violenza sulle donne e di genere.

Attraverso l’azione scenica, quale mezzo di denuncia, intendiamo offrire un percorso culturale di riflessione e critica al contesto sociale oltreché una presa di posizione politica. Crediamo che la consapevolezza dell’esistente e delle molteplici forme in cui la violenza si manifesta, siano il presupposto necessario per la creazione di uno spazio che favorisca un dibattito ma soprattutto un’assunzione di responsabilità.

Ci coinvolge tutt*!

La violenza è collettiva e culturale, mai passionale, individuale, momentanea. La violenza sulle donne si impone quotidianamente e in maniera sistematica; crea relazioni di subordinazione e sottomissione che vengono introiettate e percepite come “normali” sfociando in diverse forme di abuso.

La violenza è psicologica: una violenza silente, in grado di creare disapprovazione e inadeguatezza continua; svolge un ruolo decisivo nell’annientamento della persona, nella relazione con se stessa e con gli altri. E’ quella violenza che diventa autoindotta, che genera tensione verso un modello di donna falsato.

La violenza è fisica: ogni invasione del corpo altrui, sfiorato, toccato, palpato, abusato. Ogni percossa, ogni colpo mira a segnare il corpo. E’ il marchio del dominio, il segno della sottomissione, l’invasione del corpo, il luogo primario di costruzione dell’identità.

La violenza è economica: in famiglia come sui luoghi di lavoro, nel pubblico come nel privato. E’ isolamento sociale, dipendenza, ricatto..

La violenza è simbolica: è erede di una cultura patriarcale che costringe alla normalizzazione delle pratiche di subordinazione e stereotipizzazione di ruoli. E’ la cultura del dominio. E’ l’imposizione di ruoli sociali, di strutture mentali e di una visione del mondo come maschile.

Lo scopo del progetto è denunciare ogni forma di violenza sulle donne, sia essa di natura fisica, psicologica, economica, simbolica attraverso l’espressione artistica del corpo e del teatro.

Crediamo sia possibile sovvertire la cultura che giustifica forme di dominazione tra generi, attraverso le relazioni e il dialogo ma anche attraverso la presa di coscienza della necessità di praticare un conflitto e un rifiuto dell’impostazione patriarcale della società.

Crediamo sia necessario sottolineare il nesso causale che intercorre tra la normalizzazione dei ruoli e degli stereotipi radicati nella società e i casi di violenza sulle donne registrati in Italia. Tutti.

Crediamo che la tutela non debba trasformarsi in vittimizzazione. Le vittime diventano tali solo se debbono essere salvate dalla colpa e dalla vergogna per essere reintegrate nel “mondo per bene”.

Crediamo che la repressione non sia uno strumento davvero adatto a risolvere la questione ma … si dimostri molto permeabile ad interessi altri, che poco c’entrano con la tutela delle donne. La violenza è conseguenza di modo di vivere e di pensare i rapporti tra generi come squilibrati. Il vero cambiamento deve essere culturale.

Crediamo sia necessario a Torino, come in qualsiasi città, creare un crocevia, una piazza, un luogo aperto per confrontarsi, per esprimersi, per decostruire quelle dinamiche spesso silenziose che creano forme di prevaricazione. Crediamo sia necessario provare a riscrivere rapporti sociali tra generi partendo da una presa di coscienza su cos’è davvero la violenza sulle donne e di genere.

Il progetto è realizzato dal Collettivo AlterEva in collaborazione e con il patrocinio del Comune di Torino.