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Casa delle Donne di Torino

La Casa

I nostri corsi

Per iscriversi: telefonate alla Casa delle Donne 011 8122519 o scrivete a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

L'estate 2017 si avvia alla fine e la nostra attività riprende alla grande, nella nuova sede. Ed eccoci qui a proporvi un primo gruppo di attività da condividere. Per ognuna delle proposte trovate il programma nel documento da scaricare, con indicazione delle modalità di adesione:
* La gioia del narrare 2017-2018: laboratorio di scrittura creativa; 
* Oltre la soglia dei 60 anni
* Hatha yoga
* Energia femminile: le pratiche segrete delle tradizioni antiche
E' previsto un contributo per la Casa delle Donne.

Vi proponiamo un nuovo corso dedicato al corpo:
* Corso di danza classica indiana stile Kuchipudi, una danza coinvolgente e affascinante che racchiude tradizioni, colori e profumi dell'India; a cura di Gisella Valdemarin (dottoressa in psicologia, insegnante di yoga e terapeuta olistico)
. Scaricate la locandina di presentazione (.pdf, 150 Kb) con indicazione delle modalità di adesione.

Vi preannunciamo che da metà gennaio inizierà un corso di Mindfulness, della durata di otto incontri; vi invieremo informazioni dettagliate più avanti.
Sono già attivi dall'inizio di settembre i gruppi di auto mutuo-aiuto, condotti da psicologhe psicoterapeute, che si tengono il lunedì, il martedì e il mercoledì, in orario preserale e serale.

La Casa ha riaperto !!!!

La Casa delle Donne dopo la chiusura estiva ha ripreso le attività e sono già ripartiti i gruppi di auto mutuo aiuto, l'accoglienza e le consulenze legali e psicologiche.

A breve comunicheremo l'inizio degli altri corsi.

il tuo 5 per mille alla Casa delle Donne di Torino

Anche quest’anno è arrivata  la stagione della dichiarazione dei redditi, che inizia ora per chi fa il 730 e terminerà ad ottobre per quelle/i di noi che utilizzano l'Unico.

E’ una delle occasioni per sostenere la vita e i progetti della Casa che, lo ricordiamo ancora una volta, vive esclusivamente di autofinanziamento.

Dona il tuo 5 per mille

 

alla Casa delle Donne di Torino

 

ecco il codice

 

97506180013

 

scrivilo nella scheda per la scelta di destinazione, nel riquadro

“sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di attività sociale”

 

Anche quest’anno contiamo sulla collaborazione che ci possiamo dare mettendo in atto un gioco di squadra con il “passaparola”.

 

Un caro saluto 

Casa delle Donne di Torino

UNA RIFLESSIONE PER L'8 MARZO DALLA CASA DELLE DONNE DI TORINO

Donne che contano - qualche pensiero per il prossimo 8 marzo

Chi sono e come sono le donne che contano?

Le prime che verrebbero a mente sono quelle che man mano decidono di entrare nelle cosiddette «stanze dei bottoni»: istituzioni, governi, consigli di amministrazione... È poi tutto da vedere come, se e con quali limiti quei bottoni danno accesso a possibilità reali di cambiare lo statuto del mondo.

E contano anche quelle che con una decisione personale, che pensiamo valutata e soppesata attentamente, hanno buttato sulla bilancia sociale il peso di antiche e recenti oppressioni, soprusi e violenze, nella speranza di cambiarne non tanto e soltanto gli equilibri, quanto il modo di misurare.

Ma contano anche quelle – e quelli – che con un lavoro paziente e apparentemente anodino hanno caricato 104.000 titoli di romanzi inglesi dal 1780 al 2007: scoprendo che la quantità di donne che scrivevano aveva andamenti del tutto inaspettati (vedi al proposito l’articolo sulla Stampa del 21.2.2018, http://www.lastampa.it/2018/02/21/cultura/donne-in-letteratura-stavano-meglio-quando-stavano-peggio-37FnH0nAObYkTTI9IgDRiM/pagina.html)

Ecco, appunto: le donne non devono mai dare niente per «s-contato».

Occorre contare. Se e quando si decide di entrare nelle istituzioni bisogna saper pesare con acume, spregiudicatezza e occhio sociale le possibilità di spiazzarne le regole: specie quelle non scritte e non dette, che fanno di ognuna di esse un implicito club maschile che si autofavorisce.

Occorre buttarsi nella mischia personalmente, ovunque si può, con uno sguardo che parte dalle proprie esperienze e dalle esperienze delle altre. E bisogna fare tesoro della propria storia e delle storie e delle parole delle donne che ci hanno preceduto: per farle pesare nel presente e trasmetterle nel futuro, in un continuo passaggio di testimone.

Occorre favorire l’accumulo di saperi e studi che in ogni tempo e in ogni campo sappiano dare conto delle vite reali delle donne e del continuo spostarsi dei «picchetti sociali» che delimitano i campi di azione e le possibilità di vita e di pensiero delle donne e degli uomini di ogni tempo e di ogni compagine sociale.

Contare, contarsi, saper fare i conti...

Inutile dire che contiamo su tutte noi per questo! Buon lavoro e buon 8 marzo

 

 

Alida Novelli

Casa delle Donne di Torino

QUESTIONI DEL FEMMINISMO DI OGGI. Incontro con Marie-Jo Bonnet.

Casa delle Donne di Torino

via Vanchiglia 3, Torino

martedì' 9 gennaio 2018

QUESTIONI DEL FEMMINISMO DI OGGI

incontro con Marie-Jo Bonnet

introduce Margherita Giacobino

 

La storica francese Marie-Jo Bonnet, autrice di importanti saggi che spaziano dalla storia lesbica a quella delle donne nella resistenza francese, nei suoi ultimi lavori affronta alcuni temi cruciali con cui il femminismo di oggi si confronta: matrimonio gay, tecnologie riproduttive e nuove mercificazioni delle donne. Noi della Casa delle Donne sentiamo la necessità di confrontarci con le altre realtà femministe e di riflettere sul mondo delle donne, sui nuovi femminismi e su quali siano le risposte, femministe, ai problemi di oggi. Per questo siamo state felici di ospitare Marie-Jo Bonnet e di iniziare con lei la nostra riflessione. Nella ricchezza delle interpretazioni e delle sfaccettature, nella diversità delle posizioni teoriche e delle modalità di azione un punto accomuna i femminismi:  la denuncia della cultura patriarcale   e machista  nella quale ancora viviamo,  che sottende a tutte le violenze, discriminazioni e disparità  tra i sessi  Partendo da questa base comune a passando attraverso le nostre differenze vogliamo riflettere insieme. Ringraziamo Marie-Jo, Margherita Giacobino - che ha introdotto, tradotto e coordinato l’incontro,- e tutte le donne che sono intervenute durante la serata sostenendo o dubitando di alcune posizioni, perché ci hanno aiutato a raggiungere il nostro intento: aprire il dibattito.

 Al prossimo scambio

 

 Casa delle Donne di Torino

femminismo e genere

 

Marie-Jo Bonnet comincia l’incontro portando la platea a soffermarsi su un paradosso dei giorni nostri: abbiamo la consapevolezza di quanto sia importante riflettere sul femminismo ma la donna sparisce, esiste solo più il genere, non si parla più di femminismo, si discute di sesso e genere; di gestante e non di madre. Scompare anche il corpo sostituito dall’identità di genere. Nelle scuole per esempio c’è educazione di genere adesso, prima educazione sessuale, come se  ciò distogliesse da come si è nate e nati. L’educazione di genere rimanda all’omosessualità e non più alla differenza di genere. Nel femminismo non c’è più sorellanza perché ci sono troppe fratture su questioni come queste, o il velo o la teoria queer. La frammentazione del femminismo ovviamente non è positivo, ma sarebbe un pessimo servizio non palesare ciò che non ci piace. Le nuove giovani donne per cui il femminismo è vendere l’utero e prostituirsi sono ubriache di ciò che la cultura patriarcale fa credere loro essere femminismo, addirittura che donne e uomini non esistano. Il femminismo è sparito in nome del movimento omosessuale e dell’uguaglianza non fra donne ma tra i sessi. E come mai noi donne siamo state cancellate da questi nuovi movimenti e da queste nuove teorie? La risposta è che c’è stato questo passaggio dalla ricerca di uguaglianza dei sessi alla ricerca di uguaglianza fra sessualità. E queste due ricerche sono molto diverse tra loro. Il femminismo per esempio lottò contro il matrimonio, Simon de Beauvoir e Sartre erano contro il matrimonio, un istituto che sfruttava e dominava le donne. I gay hanno imparato durante gli anni delle manifestazioni per la lotta all’aids pratiche militanti che hanno riusato recentemente per l’ottenimento del matrimonio gay, hanno usato le stesse metodologie anche se non si trattava più di una questione di vita o di morte, e tutte le persone contrarie sono state trattate come nemiche omofobe. Il successo delle loro lotte deriva dal loro comunitarismo, si comportano come un solo uomo, ennesima pratica derivante dagli anni della lotta all’aids. La nostra storica condivide un apporto dalla platea che sottolinea come il mondo maschile sia sempre stato omosessuale, gli uomini si leggono tra loro, si riconoscono tra loro, si vedono tra loro, la componente sessuale è questione altra. Perché questa necessità di avere la possibilità di sposarsi? Di essere come tutte le altre persone attraverso l’espansione di un istituto così arcaico? Non dobbiamo essere uguali, anche il movimento omosessuale dice di voler essere uguale agli altri, ma ciò è la morte perché siamo tutti e tutte diversi/e.  Da piccole e adolescenti eravamo diverse e ci costringevano ad essere uguali. Mai più il genere, è la morte delle donne ed è un concetto che  viene dal mondo accademico, la parola gender sparirà ma noi donne continueremo ad esistere.

Il metoo e la vicenda dei golden globes sono eventi importanti perché manifestano una presa di parola per un’eliminazione della censura, abbiamo i diritti ma non osiamo, siamo oggetti e la parola ci fa diventare soggetti, ed è ciò che manca al femminismo di oggi, di cui il movimento Nudm rappresenta il risveglio. Sta emergendo ciò che emerse negli anni ’70: CON IL DIRITTO DI PAROLA SIAMO SOGGETTI.  In gioco ci sono il lavoro e l’economia, ovvero la sicurezza delle donne. Con la presa di parola le persone superano la paura, per esempio quella di perdere il lavoro o quella dei processi. Dopo la presa di parola ci sono l’arte e la letteratura, ovvero il nostro punto di vista sul mondo. Importante è il riconoscimento del lavoro delle artiste e partecipare alle loro vite. Quando l’artista dice “Non sono un’artista donna, sono scrittore” crea un grosso problema, il mondo dell’arte si fonda sull’esclusione delle donne artiste, quest’ultime sono abituate a farsi conoscere come artiste e non come donne perché c’è disprezzo verso di loro in quanto tali. Le donne devono affrontare una lunga battaglia per entrare nel mondo dell’arte. Carla Lonzi per esempio, una madre del femminismo, dovette abbandonare il mondo dell’arte.

Osare il femminismo è un movimento di giovani donne che fanno riflessioni su ciò e hanno deciso di non usare la parola gender, e il movimento le attacca per questo. A un intervento del pubblico che sostiene di non voler abbandonare la strada del genere, sottolineando come sia solo un canale come un altro, Marie-Jo ribatte ricordando come non esistano più gli studi femministi, ma ci siano solo più studi di genere, una totale sostituzione. Il femminismo rivendicava l’uguaglianza tra uomo e donna, invece ora è diventato uno strumento in cui si cancella la donna in nome proprio dell’uguaglianza.  Il queer è il nuovo antifemminismo. Il femminismo però non è finito, stiamo solo attraversando un momento difficile, un momento i cui il movimento lgbtqia ha preso il posto di quello femminista. Oggi l’uguaglianza dei sessi non è all’ordine del giorno del movimento lgbtqia perché non ci sarebbero uomini e donne, ma non si può parlare di generi e basta, questo è un non senso. La questione di genere ci toglie spazio. Base della sorellanza è l’amore, prima per sé stesse e poi per le altre donne. Alla domanda se uomo e donna non esistano e che si neghi il dato che sono solamente aspetti performativi, la nostra ospite risponde che però la differenza tra sessi continua ad essere utilizzata per il dominio. Anche dentro di noi c’è l’alterità e in conclusione il contropotere è dentro di noi.

Dalla platea viene riportata la situazione italiana, fatta di ingiustizie e differenze profondissime, così profonde da sembrare senza rimedio. Questi movimenti cose stanno facendo in merito a queste situazioni? Marie-Jo ci parla della sensazione d’impotenza davanti al mondo. L’ingiustizia riguarda la dignità umana, che non si compera, riguarda bisogni antropologici, ma i movimenti non se ne curano perché hanno il potere economico, i gay hanno il potere economico, (sia nel mondo omosessuale quanto in quello islamico il potere maschile è predominante, e sono due mondi molto ricchi). Facendo un quadro generale della suddetta situazione italiana, quando la sinistra era al potere c’era una sorta di femminismo di Stato e quindi contrasto al capitalismo e mancanza di contrasto al liberalismo. Ora però le cose sono diverse, sono femministe anche donne di destra, la gamma di donne è molto più ampia e variegata. Bisogna quindi ridefinire le cose perché il femminismo si è modificato molto e in particolare non c’è più la radicalità di una volta. Per quanto riguarda il partito femminista europeo  la nostra storica rimane scettica. Nella sua visione sarebbe meglio rimanere una forza di contrapposizione e critica, pur non essendo al potere si possono cambiare le cose. Il fenomeno della predazione nella globalizzazione è come nelle molestie, non ci sono più contropoteri, ma il femminismo lo è.

 

Parte del dibattito verte sul:

 

trasnsumanismo

Il concetto espresso dal titolo di questo paragrafo indica la volontà di essere eterne ed eterni con l’ausilio delle macchine. Significa uccidere lo spirito. Ci troviamo in un momento storico fortemente materialista in tutti i suoi aspetti distintivi. Marie-Jo è contraria alle biotecnologie per la procreazione, ci ritroveremo figlie e figli che non sapranno chi sono poiché avranno 3, 4 madri, ed è un danno. Noi femministe abbiamo la responsabilità di dire che siamo contro il capitalismo tecnologico. Significa letteralmente uscire dall’umanesimo, è la donna aumentata o l’uomo aumentato, pensiamo ai chip sotto pelle per vivere eternamente. Pensiamo a tutti i soldi impiegati in ciò.

Noi saremo sempre più stupide e stupidi rispetto alle tecnologie; e quante persone conoscono le basi delle tecnologie che usiamo? Serve una coscienza politica, anche se la parola coscienza non si usa più, ce l’abbiamo tutte e tutti ed è quello che ci può riunire. La coscienza unisce uomini e donne.

Necessaria, in un’epoca in cui siamo bombardate/i da informazioni e non abbiamo più un momento di solitudine, diventa la via spirituale. Ogni giorno serve un momento in cui in solitaria ci si ascolta e si trova la propria voce interiore, non siamo sola materia e dobbiamo sapere in cosa crediamo, non in un’accezione religiosa, ma come dialogo interno.

DUE NUOVI CORSI

Care amiche,

non stiamo mai ferme: come vi avevamo prennunciato, si stanno avviando due nuovi corsi.

Il 12 febbraio iniziano gli incontri di Mindfulness, dei quali in tante ci avete chiesto notizie. Due giorni dopo, il 14 febbraio,  inizia "Ciliegi in fiore,  4 incontri introduttivi alla pratica dell'Haiku", che sono la seconda parte del ciclo inverno 2017/2018 del corso di scrittura creativa.

Per il corso di Mindfulness le iscrizioni si chiuderanno il 7 febbraio, entro il 10 invece quelle per il corso di scrittura creativa. Per chiedere informazioni o per iscriversi: 0118122519, se trovate la segreteria ricordatevi di lasciare il numero a cui ricontattarvi, oppure scrivete a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Vi ricordiamo che continuano ad essere attivi i gruppi di

* Hatha yoga, che si tengono il giovedì nel primissimo pomeriggio ed il venerdì in orario preserale

* Oltre la soglia dei 60 anni, che si svolge il martedì pomeriggio dalle 16 alle 17,30

* Gruppi AMA (auto mutuo-aiuto) condotti da psicologhe psicoterapeute, che si tengono il lunedì, il martedì e il mercoledì, in orario preserale e serale.

Per tutti questi è possibile inseririsi in ogni momento dell'anno.

Un grande abbraccio a tutte

Casa delle Donne di Torino

 

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